giovedì 27 settembre 2007

[Non Marinettiano] La montagna

Sto seduto qui, sulla cima di questa montagna, a guardare le altre montagne che mi stanno vicine, oltre ai prati e le valli, ferme da secoli nella stessa posizione a guardarsi l'una con l'altra, a impararsi a memoria, a studiarsi i fianchi corrosi dai millenni. Sto seduto sotto un cielo nero di nubi negre che corrono da Est verso Ovest, che spuntano all'improvviso, attraversano la valle davanti a me, oscurano d'ombra gelida i prati e i pini e vanno via a sinistra, scavalcando la montagna quadra che da sempre incombe su di me.
Non mi giro mai con gli occhi, lo sguardo sempre fisso in avanti, la schiena curva e le gambe inesistenti, guardo le montagne di fronte e le chiamo col loro nome, una ad una, compagne antiche d'una vita vissuta sempre qui, seduto sulla cima di questa montagna.
Mi chiamo Gianluca Sivieri e sono la montagna: da sempre sono seduto qui e tengo lo sguardo fisso davanti a me.

3 commenti:

Gianfranco Emme ha detto...

Al blog si può scrivere di assurdo, qualcosa che è contrario alla razionalità, specialmente quando avete un assurdo invece della sua realtà. E allora.. mi piacerebbe sapere i pensieri delle nuvole sopra di Gianluca! Cosa pensa di "Pensieri delle nuvole"?

Marinetti ha detto...

Forse le nuvole non pensano, nella loro breve eistenza che è morte e continua resurrezione, in un ciclo eterno di vita-morte, di cielo-terra, di salita-discesa. Le nuvole sopra Gianluca passano incuranti delle montagne, ostacoli facilmente superabili che restano indietro, per sempre, dopo il passaggio.

Anonimo ha detto...

Le nuovole pensano e raccontano silenziose memorie.