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mercoledì 7 ottobre 2009

Fuggivano ridendo a cercare riparo dietro le gonne di mamme vestite di nero

Nella via dietro casa otto bambini oscenamente grassi si trascinano stancamente e scompostamente tirandosi dietro enormi zaini con le rotelle pieni di libri. Forse sono libri di scuola. Gli otto bambini ansimanti comunicano con ampi cenni degli arti superiori e mediante suoni gutturali simili a quelli di alcuni cercopitechi della Tanzania; poi si scambiano pesanti manate sulle spalle, sulla schiena e sugli addomi flaccidi e rotondi; poi emettono suoni simili al riso umano: ma è un riso amaro che fuoriesce da bocche molli su visi d'idioti.
E mi tornano alla mente antichi studenti sciamare fuori dalla scuola di un piccolo paese di montagna, e bambini magrissimi in lunghi grembiuli neri scambiarsi poderose cartellate fra risate d'argento e una maestra seria correre fra di loro e pigliare per un orecchio il bambino più piccolino e più indifeso mentre gli altri fuggivano ridendo a cercare riparo dietro le gonne di mamme vestite di nero.
E su di loro scintillava un sole d'autunno radioso che tutto scaldava e rendeva più bello.

venerdì 11 luglio 2008

Linee statiche sferiche

Nel vagone della metropolitana di Milano, linea 1, parallelepipedo di ferro sotterraneo sparato ad altissima velocità in gallerie successive a sezione rettangolare, in un delirio di geometrie lineari e quadrangolari e in un pandemonio di stridii meccanici di ruote d'acciaio su rotaie d'acciaio, un blocco monolitico scolpito in linee statiche e rotondeggianti spicca per la sua idiotesca immobilità remotissima: è un bambino sferoidale di 100 chili che mangiucchia a brevi rapidi morsi un panino con formaggio e prosciutto: meravigliosa comunanza di linee sferiche fra il corpo-faccia del bambino e il panino tondeggiante ripieno; linee statiche sferiche e carnose come un osceno feto gigante rotondizzano la geometria angolare e spigolosa di un treno d'acciaio che viaggia a 100 chilometri all'ora nel caldo ventre materno della città.

Nota dell'autore: quando questa mattina ho visto questo bambino ho avuto il sospetto che si trattasse dello stesso di cui già avevo scritto qui