martedì 12 maggio 2026

Il nuovissimo circo dei poveri della modernissima Milano

Carovane infinite multicolori multirumori multimangianti di orde camminanti su gambe prosciuttate di giovani valchirie norrene si spostano oscillando fra la sacra piazza del Duomo, la cascante Galleria e la plebea via Torino triangolate in un orribile Valhalla moderno dove tutto diventa circo en plein air per nani deformi e ballerine da cabaret.

Tonnellate di carne rosa, come metafisica gelatina tremolante, solcano nuovissimi marciapiedi sproporzionati in un traffico pedestre  antigeometrico, autoscontro meccanico di corpi ingrassati, inflacciditi da migliaia di panini con mortadella-pomodoro-mozzarella-salame e caraffoni di birra-coca cola-gazzosa-sparkling water. Tutto intorno scie puzzolenti di sudore nordico, menestrelli elettronici, ballerini centenari, suonatori di fisarmonica e violino: migliaia di cellulari filmano e fotografano gli sparuti rimasugli decrepiti e dimenticati di una città che non c'è più, demolita pietra su pietra dalle gozzoviglie massificate standardizzate di turisti analfabeti, nuove orde barbariche semoventi bassospendenti che tutto distruggono e tutto trasformano nel nuovissimo circo dei poveri della modernissima Milano.

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